lunedì 6 febbraio 2012

Parla Maria Giordano

Mi occupo di web, dirigo un portale e cerco di progettare nella rete servizi utili ai cittadini. Occupandomi di comunicazione politica e istituzionale da vent’anni, ho verificato concretamente che rendere aperte le fonti, le informazioni, le opportunità, scambiare, condividere, partecipare, produce anche un cambio di contenuti, fa crescere richieste nuove, non è solo un modo diverso di raccontare: è un altro racconto. Poi, 3 anni fa ho costituito un gruppo su fb contro la violenza che si chiama “Nessuno tocchi Sophia”.
Parto dal fatto che comincio a dare valore a cose come atmosfere, stili, toni di voce, clima: se una riunione, come questa del 28 gennaio, regge con armonia, attenzione, curiosità e voglia di capire genuina molte differenze, per quasi 8 ore consecutive, allora potrà funzionare il suo progetto;

e ha già fatto bene a tutte e a quelli che – comunicazione virale - incontriamo subito dopo nella nostra vita, lavoro amicizie ecc. Praticarlo è molto difficile, ma insistere è utile.
Una cosa mi sembra chiara: la Rete delle reti non è contro nessuno ma è per tutte, apre: non chiude. Contiene ed espande, non paralizza la storia e l’azione autonoma di ciascuna. Ha dentro il 13 febbraio, ad esempio, e propone una cosa semplice e matura: mettere in rete le donne non solo per mappare ciò che è già vivo, ma per utilizzare la rete, il web come spazio vivo per comunicare tra donne proposte, creatività, idee, dissensi, ipotesi, soluzioni. La rete non somma, moltiplica i fattori che ne fanno parte. Questa è la forza di questa proposta. La somma, la rete, è una piattaforma che è di più non in sé ma in quanto fornisce a ciascuno più aria, più strumenti, più spazio, più forza a ciascuna donna ed a tutte.
La rete delle reti delle donne è un’idea innovativa, orizzontale, democratica; chiama alla responsabilità personale per essere protagoniste. Nessuna delega, una stanza tutta per sé, da costruire e arredare, ma aperta per condividere e ricevere, esperienze vicine e lontane.
Dentro questa rete sono essenziali le stanze per le donne impegnate e per quelle che non hanno mai fatto politica o partecipato al movimento femminista.
Penso che, per questo, occorra che la politica del 50% non sia vissuta come fissazione di poche, ma come obiettivo che libera tutte, restituendo anche a chi non la userà un diritto maggiore.
Ogni volta che una donna entra nel potere per qualità e merito, essa mi dà fiducia e contrasta la sfiducia quotidiana che il potere maschile manifesta verso me e noi tutte escludendoci.
Ogni volta che una donna è ammirata, rispettata, visibile, con potere, aumenta la possibilità che anche chi non lo è ottenga rispetto, visibilità, forza.
Siamo già brave, vogliamo 50% dei posti di responsabilità. Ma li prendiamo anche per occuparci di quelle che non ce la fanno più, di quelle che subiscono violenza, mobbing, vessazioni; di quelle che non ce la fanno anche materialmente, e specie tra le ragazze sono tante.
Il 50% è obiettivo di tutte perche cambia la vita di tutte. Non miracolosamente, ma semplicemente perché parte indissolubile di equità sociale, trasparenza, innovazione della politica, idee e nuove soluzioni, cura delle relazioni tra le persone e valore alle relazioni.
Perché se siamo il 50%, siamo più forti ovunque, non solo nel Parlamento; più rispettate ovunque, non solo nei CDA.
Una rete popolare, aperta, innovativa, curativa, una rete per le donne.
Adottiamo un linguaggio, stile, contenuto che ci distingua dallo stile cazzuto-maschile che ha tanto fatto male al mondo. Saremo più assertive, meno compiacenti, complici, ma non violente.
Abbiamo tutte voglia di arrabbiarci quando non siamo d'accordo, ma modi e stili sono contenuti: ragionare senza farsi travolgere dalla rabbia, dall’emozione; essere consapevoli delle conseguenze delle nostre parole; essere dubbiose perché aperte all’altro. E se la non violenza è un valore, la non compiacenza verso il potere pure.
Ci sarà mai un’altra politica anche prima della rivoluzione gentile? Lo stato dei partiti è pauroso, sono davvero malandati. Curiamoli ma senza compiacerli nei loro capricci o non potranno guarire. Quando tutto è buio, occorre cercare la strada mai percorsa. Non l’antica, divenuta senza luce, prendiamone atto.
Violenza: ci vuole uno sguardo nuovo su tutte le nostre antiche buone ragioni perché se non innoviamo e agiamo il nuovo anche le ragioni invecchiano.
Vedo qui, nelle donne che hanno parlato, intelligenze ed esperienze; progetti e visioni del mondo che da sole farebbero la migliore politica del miglior partito.
Ogni parola che ho sentito qui racconta un’altra Italia. Donne medittattive, donne che non si sono stese sui letti dei potenti, figlie non in vendita, donne ultraviolette eccetera.. sarebbe già, volendo, il partito migliore che questo paese dovrebbe avere. Speriamo di farcela; buon lavoro a tutte noi, ovunque siamo.
La rete delle reti può sviluppare il nuovo orizzonte della rete sociale, l’obiettivo politico di diffondere ciò che si tiene nascosto; promuovere realtà, esperienze, servizi che cambiano la vita delle donne o danno strumenti per introdurre trasparenza e opportunità nell’azione pubblica, per fissare altre priorità nella vita politica.
Buon lavoro a tutte.

3 commenti:

  1. cara signora Giordano, capito qua spedito da un'amica che ha mandato ai suoi amici una mail con la notizia di questo nuovo portale che state facendo, e chi ci trovo? proprio lei. Io sono di Roma e conosco il sito AMA in cui lavora lei perché tanti anni fa ci eravamo conosciuti,a nche se lei non si può ricordare
    io sono insegnante, un po' all'antica, e a volte mi intestardisco un po' a cercare di recuperare anche situazioni che sembrano ormai disperate, tanto che mia moglie mi prende in giro bonariamente chiamandomi "maestro manzi, non è mai troppo tardi"..
    scusi se mi sono dilungato: vorrei dirle quanto apprezzo il vostro lavoro soprattutto per l'aiuto che mi dà con i miei studenti quando cerco di orientarli a una coscienza civica e ambientale che li spinga a rendersi RESPONSABILI verso il problema rifiuti. Su questo tema mi darà atto che Roma è un disastro, io stesso ho amici molto colti, gente che ritiene perfino di avere un alto livello di coscienza politica, eppure ogni giorno butta in pattumiera, senza il minimo rimorso, tutto insieme, tonnellate di preziosa carta, metalli, plastica eccetera e glielo dico: NAPOLI è già qua, fra poco succede anche da noi, se più gente seguisse il suo sito sarebbe meglio
    venendo al progetto della vostra rete ho già notato tante volte quanto le donne siano più attente all'insieme e dunque anche all'ecologia perciò sono certo che farà bene a tutti, sono con lei e con tutte anche se la situazione del mondo sembra abbastanza disperata; riuscriranno le donne a cambiarla un po'? ma.. perché no, provateci voi, io sono fra gli uomini che vi seguiranno con affetto, perché da inguaribile ottimista lo penso davvero, che non è mai troppo tardi, perciò buon lavoro anche da un "maestro Manzi" qqualunque come me

    RispondiElimina
  2. Caro Maestro "Manzi" (di cui tra l'altro ero a dieci anni una vera fan),grazie per le cose belle che ha scritto, le considero un riconoscimento non a me, ma a tutte le persone che come lei vivono e lavorano ancora, ovunque, anche nel web, con passione, onestà e senso del futuro.Vale specialmente in una città come Roma, che così amiamo e così tanto ha bisogno di attenzione per l'ambiente. Certo credo anch'io che le donne abbiano spesso più sensibilità di altri, ma credo fiduciosa anche in "maestri non qualunque" come lei. a presto

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina