mercoledì 1 febbraio 2012

Parla Serena Omodeo

La mia idea è che questa Rete ce la farà tanto meglio quanto più sarà creata della stessa materia da cui sta nascendo: vero slancio disinteressato.

La penso così perché ne ho già fatto esperienza diretta (ed è questo che vorrei condividere qui), quando io e altre, che eravamo ancora poco più che ragazze unite dalla passione per l'ecologia, abbiamo pensato di organizzare un "grande evento" con quell'ingenuità megalomane che a volte si ha da giovani. Volevamo un grande momento di confronto, trasversale e a livello internazionale sull'architettura sostenibile, a partire dalla comprensione della complessità ai fini di ribaltare il modo di progettare. 
Era il 1993: su questi temi nelle università non c'era quasi niente; ai primi congressi internazionali sull’energia sentivo parlare solo di impianti, tecnologie.. mai che si parlasse di cultura del progetto, di visione di insieme, di gestire la relazione interno/esterno, di sinergie precise fra impianti e materiali, di progettare l’interazione delle strutture con il clima imparando da secoli di esperienze, di progettare l'intera vita degli edifici e degli oggetti, prevedendone (e gestendone) sprechi, danni, dismissioni, recuperi. Anche il Gotha dei pioneri di questa fantomatica sostenibilità parlava più che altro di isolamenti sintetici abbinati a impianti solari come astronavi.
Noi donne, invece, eravamo convinte che i guru dell’Architettura occidentale, i maghi dell’ingegneria energetica, i pionieri seri dell'ecodesign e gli sperimentatori californiani dell’autosufficienza degli anni Sessanta, così come gli esperti di Vastu e Feng shui in India e in Cina, avessero tutti un sacco di cose da dirsi l’un l’altro e da imparare a vicenda: ci voleva integrazione delle esperienze e un cambio di mentalità.
Detto e fatto. Io (architetta) e mia sorella Letizia (biologa ed ecologa), facemmo l'alleanza Architettura & Natura con la ferma intenzione di chiamare a raccolta da tutto il mondo quel che c’era di meglio e mettere a disposizione, nelle sue diverse declinazioni, la somma di queste evidenze.
Andammo poi a presentare il nostro progetto alle figure allora ritenute più autorevoli in questi campi. Volevamo i loro contributi; inoltre sottoporre loro questo progetto era una forma di elementare rispetto. Però, la reazione che incontravamo era (quasi) sempre la stessa.
Il signore in questione (90% maschio e in età matura), sbirciava il progetto e poi poneva gravemente una di queste 2 domande (o tutte e due):
Ma, scusate, non vi sembra di aver messo troppa carne al fuoco? Quanti argomenti ci sono? ma anche: e chi sareste voi, per promuovere un progetto cosÏ ambizioso? un po' il nocciolo era:  
1. La "complessità" è per me un concetto astratto. 
2. Se dovessi occuparmi di una mostra di simili proporzioni sarebbe perché mi danno un incarico (pagato) e dirigo io, mica per accodarmi a voi.
Fecero eccezione il prof. Ezio Manzini che, pur mettendoci in guardia sulle difficoltà a cui andavamo incontro, approvò l'idea, e Gabriele Mazzotta che, pur convinto ci avrebbe perso dei soldi, si offrì di finanziare catalogo, inviti e conferenza stampa. E così, sostenute dal lumicino di questi incoraggiamenti, siamo andate avanti, raggiunte pian piano da volonterosi amici preziosi, come Gherardo Frassa per esempio. 
Sponsor: zero (era l’anno di tangentopoli). 
Aiuti o ascolto dal Comune di Milano: zero. A Milano era l’anno della Lega e la sostenibilità non interessava a nessuno; ma in quel momento a Torino veniva istituito il primo e inedito "Assessorato alla sostenibilità", e il giovane neo-eletto assessore Giovanni Vernetti (che era pure architetto) ci diede ascolto. Torino mise così a disposizione la Mole Antonelliana (per l’ultima occasione, poi la Mole divennne Museo del Cinema), e dopo un anno di lavoro, nel 1994 la mostra aprì. Abbiamo lavorato fino a svenire senza committenti e senza garanzie da nessuno; ci siamo presentate da cento aziende a chiedere aiuti di ogni genere, sotto forma di noleggi o forniture gratuite; molti che all'inizio erano scettici negli ultimi 2 mesi si sono uniti a noi. Così alla fine abbiamo raggiunto un budget di circa 600 milioni di lire: di cui solo 135 (circa 70.000 € di oggi) in denaro, tutto il resto in sponsorizzazioni tecniche. La mostra, che chiamò centinaia di progetti da tutto il mondo, alla fine un confronto inedito fra progettisti riuscì a realizzarlo; durò 2 mesi e mezzo, integrata da un ciclo di 20 conferenze, ed esaurì tutti i cataloghi. Esiste a questo link un vecchio video con qualche ripresa e un servizio del TG.  
Ma niente di tutto ciò avrebbe potuto succedere senza quell’amore disinteressato e testardo di chi sa che sta facendo una cosa giusta, perché farla è bello: come dipingere un quadro, anche se nessuno lo comprerà mai. Come cucinare un piatto, o fare qualunque altra cosa con passione. Lo stesso potrebbe essere di questa rete, per il semplice fatto che, se realizzata veramente come viene descritta, non è un progetto commerciale né di potere, è solo bello, come fare un bambino.
Scrisse Gio Ponti qualcosa che mi colpì nel profondo:
"Muzio ha detto un giorno una cosa emozionante: su quest’opera si è lavorato tanto tempo, dunque è bella. Modo suggestivo per affermare quei valori di impegno umano che restano attaccati all’opera e, dopo, irraggiano Bellezza. Così sono belle tutte le cattedrali medioevali con tutte le loro infinite statue, con tutto quell’infinito impegno e lavoro, quella infinita fede, quella infinita preghiera e quell’amore (..). Tutto quel lavoro che non si vede, nei fregi, nelle sculture: certi sottosquadra, certi finimenti dei rovesci che nessuno può veder mai, ma che esistono, producono un valore d’arte supremo: prodotto dall’amore (...). E' la Bellezza la struttura e il materiale più resistente: si oppone alla distruzione dell’uomo, che è il più feroce alleato del tempo (..). L’Architetto non tema la ristrettezza dei mezzi: quanto più si limitano i mezzi all’Architetto (...) allora egli supplisce alle difficoltà materiali con la facoltà spirituale". (da “L’architettura è un cristallo")
Ecco, credo che a questa facoltà spirituale dobbiamo ricordarci di fare sempre appello, e vale anche per questo progetto: che diventerà una cosa tanto più utile quanto più avrà questa bellezza, anche se “nascosta in quelle pieghe in cui non la si può veder mai”.

13 commenti:

  1. Oh,
    « "Donne ch'avete intelletto d'amore,
    i' vo' con voi de la mia donna dire,
    non perch'io creda sua laude finire,
    ma ragionar per isfogar la mente.
    Io dico che pensando il suo valore,
    Amor sì dolce mi si fa sentire,
    che s'io allora non perdessi ardire,
    farei parlando innamorar la gente.
    E io non vo' parlar sì altamente,
    ch'io divenisse per temenza vile;
    ma tratterò del suo stato gentile
    a respetto di lei leggermente,
    donne e donzelle amorose, con vui,
    ché non è cosa da parlarne altrui.
    Angelo clama in divino intelletto
    e dice: «Sire, nel mondo si vede
    maraviglia ne l'atto che procede
    d'un'anima che 'nfin qua su risplende".
    Lo cielo, che non have altro difetto
    che d'aver lei, al suo segnor la chiede,
    e ciascun santo ne grida merzede.
    Sola Pietà nostra parte difende,
    che parla Dio, che di madonna intende:
    "Diletti miei, or sofferite in pace
    che vostra spene sia quanto me piace
    là v'è alcun che perder lei s'attende,
    e che dirà ne lo inferno: O mal nati,
    io vidi la speranza de' beati".» (Vita Nova, XIX)

    "Vita nova", non per niente, è la fonte di questo illuminato testo, che ha ispirato anche la vostra foto là in alto, che ci chiama tutte all'appello. Bè io ci sono.
    La Bellezza esiste e cambia il mondo, e tanto più lo cambia quanto più sta nascosta nelle pieghe, fra le cose che non si vedono, MA CI SONO.
    ;-))
    Come gli Angeli, che sono tutti con noi.

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    1. Primo: grazie, Violet. Secondo: andando sul TUO blog..
      (dove scopriamo che, anche se loro il posto fisso ce l'hanno, i tuoi angeli sono amici di san Precario!)
      abbiamo trovato che il NOSTRO angelo (se consideriamo come nostra "data di nascita" il 28 gennaio, cioè il giorno della presentazione ufficiale della rete delle reti), sarebbe "Iahhel, angelo 62, dei nati fra 26 e 30 gennaio".. e..di QUESTO angelo leggiamo: "è il sesto raggio angelico nel Coro mercuriano degli Angeli Arcangeli guidato dall’Arcangelo Michele, nel quale governa le energie di Venere"

      ma dai.. ENERGIE DI VENERE!! è un angelo delle donne!!
      ed è anche di un CORO MERCURIANO! e mercurio è un pianeta che favorisce la COMUNICAZIONE... o sbaglio? :D

      e poi quando leggo che "Iahhel esorta a riconoscere che tutto nasce dalle idee ed è fecondato dai sentimenti. In noi stessi è presente il seme che può far concretizzare ogni cosa; spetta a noi irradiare Luce e manifestare il Bene"..
      bè che dire: che IAHHEL sia con noi.. :))))

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  2. BENVENUTA a questa benedetta rete delle reti, era ora che apparisse all'orizzonte :)
    Io naturalmente accetto l'invito.
    Inoltre ne faccio un altro a tutte voi, questo:
    http://lanavesullonda.blogspot.com/2010/05/cose-la-nave-dei-diritti.html

    Potevo fare questo commento ovunque, agli interventi su questo blog, ma lo posto qui, e in quello delle Donne Meditattive: perché sono i 2 che - per spirito e contenuti - mi sembrano (fra tutti) quelli più in tema con quel che più ci interessa: una bella RIVOLUZIONE DEL PENSIERO, fiduciosa e per il bene di tutti. :)))

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    1. bellissimo invito, le connections sono partite.. vediamo che succede :)

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  3. Arianna Giuliodori2 febbraio 2012 23:31

    Mi piace questa idea di mettere in circolo tutta l'energia e la conoscenza che proviene dal mondo delle donne, con lo scopo di condividere, diffondere, coinvolgere e oserei dire contagiare di entusiasmo ogni angolo del nostro Paese.

    C'è bisogno di testimonianze e di esempi per scuotere gli animi di tutte le donne e di tutti gli uomini che ormai si sono rassegnati al mercimonio dei corpi e alla decadenza morale e promuovere un mondo fatto di meritocrazia vera, di impegno civile, di valori, di rispetto, di amore per la vita, sete di cultura...

    C'è bisogno di SOGNI e di PRAGMATISMO: SOGNI per guardare lontano e PRAGMATISMO per compiere giorno dopo giorno i passi necessari a raggiungere la meta, che non è, secondo me, un mondo a misura di DONNA, bensi' un mondo davvero a misura di ogni singolo INDIVIDUO, donna o uomo che sia! E da buona pragmatica sognatrice qual sono, non posso che mettermi in gioco per realizzare questo SOGNO più concreto che mai!Proprio come ha fatto Serena: credendoci fino in fondo!

    E mi piace anche la voglia che traspare di non restare chiuse all'interno dei nostri confini, ma di aprire al mondo delle donne tutto intero. Io sto cercando di farlo da tempo, ad esempio raccogliendo su Twitter quante più voci di donne da tutti i continenti riesca a trovare. E i social media ci permettono oggi di pensare in grande con budget piccoli, se non nulli!

    Potete contare su di me!

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  4. Ci siamo.
    Stesso spirito, fino in fondo.

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  5. grazie a tutte, per i commenti e il sostegno (anche attraverso i post.. quello di Ondina ci ha già portato amiche che si sono messe in contatto con noi avendoci trovato sul suo blog! :)
    E uno STRA-GRAZIE gigantesco ad Arianna Giuliodori, che detto fatto, ci ha ANCHE SCRITTO offrendosi concretamente di aiutarci nel grosso obiettivo delle TRADUZIONI che dobbiamo realizzare, e si è già messa al lavoro..
    a tutte un bacio GRANDE come una casa.. :)))) come quello che trovate qui.. alla fine di queste istruzioni: http://laretedellereti.blogspot.com/p/come-collaborare.html

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  6. Who seeds love collects happiness.
    Lo disse Shakespeare, e lo conferma l'esperienza. La mia, perlomeno.
    :))

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  7. Donatella Proietti Cerquoni19 febbraio 2012 18:25

    Per via di quello stesso "amore disinteressato e testardo" sono qui all'inzio di questa strada e a ringraziarti per aver raccontato come si fa a cominciare qualcosa, a vederla realizzata e farne fonte di nutrimento per gli altri. Le storie curano, come sappiamo :-)!

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    1. Grazie :-)
      anche la dedizione a qualcosa cura, e fa lavorare sentendone meno il peso...
      E mai come in imprese come queste si comprende il significato di frasi come "l'unione fa la forza" :)

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    2. Grazie a Donatella, a tutte quelle che hanno commentato questo mio post e alla rete che lo ospita. Sono passati 5 mesi, il sito è finalmente on line e mi dà l'impressione di averci visto giusto: la rete funzionerà perché creata proprio con lo spirito che mi auguravo e che ho cercato di descrivere. Tantissimi auguri alla rete delle reti e a tutte le donne! Serena.

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  8. "NON tema l'architetto la ristrettezza dei mezzi: quanto più si limitano i mezzi all’Architetto (...) allora egli supplisce alle difficoltà materiali con la facoltà spirituale"... Bellissmo.
    Questo dovrebbe essere tenuto a mente sempre, soprattutto in politica.

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    1. verissimo!!
      e QUESTA rete fatta da donne solo con lavoro volontario lo dimostra

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