mercoledì 1 febbraio 2012

Parla Serena Omodeo

Questa Rete ce la farà. Ma solo se sarà creata della stessa materia da cui sta nascendo: vero amore disinteressato
C'è una cosa, che vorrei raccontarvi: quando ero poco più che una ragazza fresca di università mi ero messa in testa che fosse necessario organizzare un grande evento... un grande!! momento di confronto, trasversale e a livello internazionale (pensate che megalomane), sul tema per me in assoluto più urgente: la comprensione della COMPLESSITA’, ai fini di ribaltare il modo di progettare, e sviluppare un’architettura e un design ecosostenibili


Era il 1993/94.. figurarsi: molte di queste parole erano ancora sconosciute se non delle parolacce. Andavo ai primi congressi internazionali sull’energia, e sentivo parlare solo di impianti, tecnologie.. mai che si parlasse di cultura del progetto, di visione di insieme, di gestire la relazione interno/esterno, di sinergie precise fra impianti e materiali, di progettare l’interazione delle strutture con il clima imparando da secoli di esperienze, di progettare l'intera vita degli edifici e degli oggetti, prevedendone (e gestendone) sprechi, danni, dismissioni, recuperi.. 
Macché: il Gotha dei pioneri di questa fantomatica "sostenibilità" parlava più che altro di overdose di isolamenti sintetici abbinati a impianti solari come astronavi.
Noi donnette, invece, eravamo convinte che i guru dell’Architettura occidentale, i maghi dell’ingegneria energetica, i pionieri seri dell'ecodesign e gli sperimentatori californiani dell’autosufficienza degli anni Sessanta, così come gli esperti di Vastu e Feng shui in India e in Cina, avessero TUTTI un sacco di cose da dirsi l’un l’altro e da imparare a vicenda: INTEGRAZIONE delle esperienze, ci voleva, e cambiare completamente mentalità.
Detto e fatto. Io (architetta) e mia sorella Letizia (biologa ed ecologa), facemmo l'alleanza Architettura & Natura e, con altre 2 o 3 vispe terese (eravamo tutte donne!) abbiamo cominciato a darci da fare: era nostra ferma intenzione chiamare a raccolta da tutto il mondo quel che c’era di meglio, e metterlo lì, nelle sue diverse declinazioni, sotto agli occhi di tutti, perché la somma di queste evidenze portasse i suoi frutti.
Non faccio per dire, ma abbiamo messo in piedi un progettino coi fiocchi. E mentre lo facevamo, andavamo a invitare le figure allora ritenute più autorevoli in questi campi. Certo, volevamo i loro contributi, e soprattutto ci sembrava anche del tutto dovuto, da parte nostra, sottoporre loro questo progetto; una forma di elementare rispetto. Però, la reazione che incontravamo era (quasi) sempre la stessa.
Il signore in questione (90% maschio e alquanto maturo), sbirciava il progetto e poi, squadrandoci serio poneva gravemente una di queste 2 domande (o tutte e due):
1. Ma, scusate, non vi sembra di aver messo troppa roba?? Quanti argomenti ci sono? Che confusione è?
2. Ma, scusate, e  chi sareste, VOI, per promuovere un progetto cosÏ ambizioso?
Traduco:  1. La "complessità" è per me (persona seria) un concetto inarrivabile. 2. Se dovessi occuparmi di una mostra di proporzioni così stratosferiche, sarebbe perché mi danno un incarico (pagato) e dirigo io, mica per accodarmi a voi mezze calzette.
L’unico, il solo che, invece di riderci in faccia, ci sorrise, fu Gabriele Mazzotta; che (pur convinto che ci avrebbe perso dei soldi), dopo aver visto il progetto si impegnò a stampare il catalogo di tasca sua. E così, sostenute dal lumicino del suo incoraggiamento, noi siamo andate avanti imperterrite, senza l’aiuto di nessun altro.. e a noi si aggiungevano, pian piano, volonterosi amici che si facevano affascinare dalle idee di quella visione. Sponsor, zero (era l’anno di tangentopoli). Aiuti o ascolto dal Comune: zero (era l’anno della Lega a Milano). Dato che a Milano la sostenibilità non interessava a nessuno, siamo andate a bussare a Torino: e lì la Provvidenza (che esiste ed è femmina) ci ha fatto incocciare in un assessore architetto appena eletto per i Verdi, tanto giovane e irresponsabile che ci mise a disposizione (nientemeno) che la Mole Antonelliana.
Morale: alla fine di un anno di lavoro la nostra mostra l’abbiamo fatta (l’ultima, prima che la Mole fosse trasformata in Museo del Cinema). Abbiamo lavorato fino a svenire per un anno senza nessuna garanzia da nessuno; ci siamo presentate da mille aziende "col cappello in mano" (come diceva mio nonno) a chiedere aiuti di ogni genere, soprattutto sotto forma di noleggi o forniture gratuite. Per tutto questo tempo, molti di quelli a cui avevamo chiesto un contributo teorico, o di altro genere, stavano lì, coi pop corn pronti, in attesa del finale pirotecnico: l’allegro spettacolo della nostra rovinosa caduta. 
Ma intorno agli ultimi 2 mesi, moltissimi, vedendo che la nostra folle fantasia stava diventando un evento reale, si sono uniti a noi, mettendoci non solo la loro faccia, ma anche gratis.
E alla fine ce l’abbiamo fatta, con solo 135 milioni (circa 70.000 € di oggi) di sponsorizzazioni in denaro, ma oltre 400 milioni (!) in sponsorizzazioni tecniche; e naturalmente abbiamo speso tutto e anche di più, senza ricavarci nemmeno un nichelino bucato. Ma la mostra ha chiamato centinaia di progetti da tutto il mondo; è durata 2 mesi e mezzo, è stata accompagnata da un ciclo di 20 conferenze e ha esaurito tutti i cataloghi. E in questo breve video ne resta una testimonianza:
Ma niente di tutto ciò avrebbe mai potuto succedere senza quell’amore disinteressato e testardo di chi sa che sta facendo una cosa giusta, e che la deve fare perché farla è bello: bello come dipingere un quadro, anche se NESSUNO lo comprerà mai. Bello come cucinare una torta che sparirà nel NULLA, perché ha un buon sapore da condividere insieme. Bello come coprire uno mentre sta dormendo, perché FORSE ha freddo..
E lo stesso sarà di questa RETE DELLE RETI,  a cui nessuno fino ad oggi ha mai pensato, forse, per il semplice fatto che - se realizzata VERAMENTE come viene descritta - non è un progetto commerciale né di potere.. E' solo bello. Bello come fare un bambino.
Scrisse Gio Ponti: "Muzio ha detto un giorno una cosa emozionante: ‘su quest’opera si è lavorato tanto tempo, dunque è bella’. Modo suggestivo per affermare quei valori di impegno umano che restano attaccati all’opera e, dopo, irraggiano Bellezza. Così sono belle tutte le cattedrali medioevali con tutte le loro infinite statue, con tutto quell’infinito impegno e lavoro, quella infinita fede, quella infinita preghiera e quell’amore (..). Tutto quel lavoro che non si vede, nei fregi, nelle sculture: certi sottosquadra, certi finimenti dei rovesci che nessuno può veder mai, ma che esistono, producono un valore d’arte supremo: prodotto dall’amore (...). 
E' la Bellezza la struttura e il materiale più resistente: si oppone alla distruzione dell’uomo, che è il più feroce alleato del tempo (..). L’Architetto NON tema la ristrettezza dei mezzi: quanto più si limitano i mezzi all’Architetto (...) allora egli supplisce alle difficoltà materiali con la facoltà spirituale". (da "L’architettura è un cristallo")
Ecco, a questa "facoltà spirituale" dobbiamo sempre ricordarci di fare appello. 
Lo stesso che qui descrive Ponti potranno realizzare le donne e le ragazze che, donando questo tipo di amore a un simile progetto, ne faranno una cosa utile davvero perché piena di una bellezza che esiste, e dunque cambia il mondo; anche se nascosta in quelle pieghe in cui non la si può veder mai.

13 commenti:

  1. Oh,
    « "Donne ch'avete intelletto d'amore,
    i' vo' con voi de la mia donna dire,
    non perch'io creda sua laude finire,
    ma ragionar per isfogar la mente.
    Io dico che pensando il suo valore,
    Amor sì dolce mi si fa sentire,
    che s'io allora non perdessi ardire,
    farei parlando innamorar la gente.
    E io non vo' parlar sì altamente,
    ch'io divenisse per temenza vile;
    ma tratterò del suo stato gentile
    a respetto di lei leggermente,
    donne e donzelle amorose, con vui,
    ché non è cosa da parlarne altrui.
    Angelo clama in divino intelletto
    e dice: «Sire, nel mondo si vede
    maraviglia ne l'atto che procede
    d'un'anima che 'nfin qua su risplende".
    Lo cielo, che non have altro difetto
    che d'aver lei, al suo segnor la chiede,
    e ciascun santo ne grida merzede.
    Sola Pietà nostra parte difende,
    che parla Dio, che di madonna intende:
    "Diletti miei, or sofferite in pace
    che vostra spene sia quanto me piace
    là v'è alcun che perder lei s'attende,
    e che dirà ne lo inferno: O mal nati,
    io vidi la speranza de' beati".» (Vita Nova, XIX)

    "Vita nova", non per niente, è la fonte di questo illuminato testo, che ha ispirato anche la vostra foto là in alto, che ci chiama tutte all'appello. Bè io ci sono.
    La Bellezza esiste e cambia il mondo, e tanto più lo cambia quanto più sta nascosta nelle pieghe, fra le cose che non si vedono, MA CI SONO.
    ;-))
    Come gli Angeli, che sono tutti con noi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Primo: grazie, Violet. Secondo: andando sul TUO blog..
      (dove scopriamo che, anche se loro il posto fisso ce l'hanno, i tuoi angeli sono amici di san Precario!)
      abbiamo trovato che il NOSTRO angelo (se consideriamo come nostra "data di nascita" il 28 gennaio, cioè il giorno della presentazione ufficiale della rete delle reti), sarebbe "Iahhel, angelo 62, dei nati fra 26 e 30 gennaio".. e..di QUESTO angelo leggiamo: "è il sesto raggio angelico nel Coro mercuriano degli Angeli Arcangeli guidato dall’Arcangelo Michele, nel quale governa le energie di Venere"

      ma dai.. ENERGIE DI VENERE!! è un angelo delle donne!!
      ed è anche di un CORO MERCURIANO! e mercurio è un pianeta che favorisce la COMUNICAZIONE... o sbaglio? :D

      e poi quando leggo che "Iahhel esorta a riconoscere che tutto nasce dalle idee ed è fecondato dai sentimenti. In noi stessi è presente il seme che può far concretizzare ogni cosa; spetta a noi irradiare Luce e manifestare il Bene"..
      bè che dire: che IAHHEL sia con noi.. :))))

      Elimina
  2. BENVENUTA a questa benedetta rete delle reti, era ora che apparisse all'orizzonte :)
    Io naturalmente accetto l'invito.
    Inoltre ne faccio un altro a tutte voi, questo:
    http://lanavesullonda.blogspot.com/2010/05/cose-la-nave-dei-diritti.html

    Potevo fare questo commento ovunque, agli interventi su questo blog, ma lo posto qui, e in quello delle Donne Meditattive: perché sono i 2 che - per spirito e contenuti - mi sembrano (fra tutti) quelli più in tema con quel che più ci interessa: una bella RIVOLUZIONE DEL PENSIERO, fiduciosa e per il bene di tutti. :)))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. bellissimo invito, le connections sono partite.. vediamo che succede :)

      Elimina
  3. Arianna Giuliodori2 febbraio 2012 23:31

    Mi piace questa idea di mettere in circolo tutta l'energia e la conoscenza che proviene dal mondo delle donne, con lo scopo di condividere, diffondere, coinvolgere e oserei dire contagiare di entusiasmo ogni angolo del nostro Paese.

    C'è bisogno di testimonianze e di esempi per scuotere gli animi di tutte le donne e di tutti gli uomini che ormai si sono rassegnati al mercimonio dei corpi e alla decadenza morale e promuovere un mondo fatto di meritocrazia vera, di impegno civile, di valori, di rispetto, di amore per la vita, sete di cultura...

    C'è bisogno di SOGNI e di PRAGMATISMO: SOGNI per guardare lontano e PRAGMATISMO per compiere giorno dopo giorno i passi necessari a raggiungere la meta, che non è, secondo me, un mondo a misura di DONNA, bensi' un mondo davvero a misura di ogni singolo INDIVIDUO, donna o uomo che sia! E da buona pragmatica sognatrice qual sono, non posso che mettermi in gioco per realizzare questo SOGNO più concreto che mai!Proprio come ha fatto Serena: credendoci fino in fondo!

    E mi piace anche la voglia che traspare di non restare chiuse all'interno dei nostri confini, ma di aprire al mondo delle donne tutto intero. Io sto cercando di farlo da tempo, ad esempio raccogliendo su Twitter quante più voci di donne da tutti i continenti riesca a trovare. E i social media ci permettono oggi di pensare in grande con budget piccoli, se non nulli!

    Potete contare su di me!

    RispondiElimina
  4. Ci siamo.
    Stesso spirito, fino in fondo.

    RispondiElimina
  5. grazie a tutte, per i commenti e il sostegno (anche attraverso i post.. quello di Ondina ci ha già portato amiche che si sono messe in contatto con noi avendoci trovato sul suo blog! :)
    E uno STRA-GRAZIE gigantesco ad Arianna Giuliodori, che detto fatto, ci ha ANCHE SCRITTO offrendosi concretamente di aiutarci nel grosso obiettivo delle TRADUZIONI che dobbiamo realizzare, e si è già messa al lavoro..
    a tutte un bacio GRANDE come una casa.. :)))) come quello che trovate qui.. alla fine di queste istruzioni: http://laretedellereti.blogspot.com/p/come-collaborare.html

    RispondiElimina
  6. Who seeds love collects happiness.
    Lo disse Shakespeare, e lo conferma l'esperienza. La mia, perlomeno.
    :))

    RispondiElimina
  7. Donatella Proietti Cerquoni19 febbraio 2012 18:25

    Per via di quello stesso "amore disinteressato e testardo" sono qui all'inzio di questa strada e a ringraziarti per aver raccontato come si fa a cominciare qualcosa, a vederla realizzata e farne fonte di nutrimento per gli altri. Le storie curano, come sappiamo :-)!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie :-)
      anche la dedizione a qualcosa cura, e fa lavorare sentendone meno il peso...
      E mai come in imprese come queste si comprende il significato di frasi come "l'unione fa la forza" :)

      Elimina
    2. Grazie a Donatella, a tutte quelle che hanno commentato questo mio post e alla rete che lo ospita. Sono passati 5 mesi, il sito è finalmente on line e mi dà l'impressione di averci visto giusto: la rete funzionerà perché creata proprio con lo spirito che mi auguravo e che ho cercato di descrivere. Tantissimi auguri alla rete delle reti e a tutte le donne! Serena.

      Elimina
  8. "NON tema l'architetto la ristrettezza dei mezzi: quanto più si limitano i mezzi all’Architetto (...) allora egli supplisce alle difficoltà materiali con la facoltà spirituale"... Bellissmo.
    Questo dovrebbe essere tenuto a mente sempre, soprattutto in politica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. verissimo!!
      e QUESTA rete fatta da donne solo con lavoro volontario lo dimostra

      Elimina