giovedì 1 marzo 2012

Parla il gruppo "Lettera ai partiti: il voto delle donne"

Care amiche,
oggi chiediamo ospitalità alla rete delle reti, per lanciarvi un appello “urgente”. E lo facciamo qui, su questo blog-laboratorio, per una precisa ragione: l’iniziativa di cui vi vogliamo parlare si può dire sia la prima nata proprio in seno a questa rete. Dimostrando che il progetto già funziona, prima ancora di aver preso forma! Infatti, è stato proprio nella riunione organizzata a Roma per parlarne per la prima volta, che alcune di noi, confrontandosi, hanno dato il via all’idea di una lettera ai partiti.
Oggi che è pronta, nel rispetto delle pluralità su cui si fonda il concetto stesso della rete, siamo qui a rendervene partecipi: vi chiediamo di leggerla e, se concordate, di firmarla insieme a noi.
Dopo l’incontro di Roma, la lettera è stata promossa da un gruppo creato appositamente su fb, sotto il coordinamento di Lidia Castellani. Successivamente, come forse saprete, sono nate anche altre proposte analoghe; sottolineiamo solo che quella che vi proponiamo va oltre a una generica richiesta di rappresentanza femminile (che da sola non è garanzia di qualità): ma individua nella trasparenza (al secondo punto) lo strumento per restituire un diritto di valutazione alle elettrici e agli elettori. In altre parole, in attesa che cambi la legge elettorale, questa lettera esige che venga data ai cittadini la possibilità di conoscere il percorso individuale dei candidati, uomini o donne che siano. 
Inoltre, considerate che il partito del non voto in Italia si aggira ormai intorno al 35%. Le iniziative come la nostra vanno nella direzione opposta: sono esercizio di cittadinanza attiva e restituiscono ossigeno alla democrazia asfittica. Di questo c'è bisogno, questo dipende da noi. E’ un’iniziativa cha nasce dal basso: non viene presentata da grandi nomi e deve camminare sulle proprie gambe; che sono le nostre gambe: aiutamoci e aiutateci con il passaparola, ma per ora… senza pubblicarla! Sarà presentata ufficialmente solo il 7 marzo, in una conferenza stampa che si terrà a Roma, fra le iniziative per l'8 marzo: appuntamento per le h. 11,30 in via Parigi 11, alla Sede Naz. Ordine dei Giornalisti.
Chi desidera aderire scriva a: ilvotodelledonne@gmail.com specificando nome, cognome, professione (facoltativo) e città. Sul gruppo fb trovate i dettagli, i nomi dei promotori e di coloro che hanno già firmato. Qui il testo della lettera:

Lettera aperta ai partiti: il voto delle donne
Siamo cittadine di questo Paese, alcune di noi lavorano, altre studiano, sono disoccupate o dedicano il loro tempo alla famiglia. Ma tutte noi, nel lavoro, nello studio, fuori e dentro la famiglia, ogni giorno facciamo il nostro dovere, e lo facciamo al meglio perché ci crediamo.
Anche per questo non ci rassegniamo a lasciare questo Paese nelle mani di un’oligarchia, quasi tutta maschile, di “professionisti della politica”. Perché la politica riguarda la vita di tutte noi.  
Scriviamo questa lettera, anche a nome di tutti gli uomini che ne condividono lo spirito, sia a titolo individuale che a nome di varie associazioni e gruppi appartenenti alla società civile perché abbiamo deciso di cambiare l’unica cosa che possiamo cambiare subito: il nostro comportamento!mVe lo comunichiamo perché la cosa vi riguarda direttamente in almeno due punti: 

1) Nell’attesa che riusciate a mettervi d’accordo su una nuova legge elettorale che possa eliminare ogni discriminazione di genere, noi abbiamo deciso di votare solo per quei partiti che presenteranno liste con ugual numero di candidati dei due sessi.
Questo per rafforzare la presenza delle donne nelle istituzioni, dalle quali finora siamo state metodicamente escluse, in nome del principio di uguaglianza sancito dall'art.3 della Costituzione italiana.
Quindi:
I partiti che non presenteranno liste con il 50% delle donne tra i candidati, non avranno il nostro voto

2) Nell’attesa di una legge elettorale che restituisca il potere di scelta alle elettrici e agli elettori, abbiamo deciso di votare solo quei candidati e candidate che, attraverso i partiti che li sostengono, metteranno a disposizione dell’opinione pubblica la loro biografia completa, con la storia dettagliata del loro percorso professionale, patrimoniale e politico, ivi compresi meriti e competenze che noi ci riserveremo di controllare nella loro completezza e veridicità.
Questo in nome di una necessità di trasparenza essenziale al miglioramento della qualità della rappresentanza politica, sia maschile che femminile, che ormai si è ridotta a rappresentare soltanto se stessa.

Quindi:
I partiti che non forniranno i profili dettagliati delle loro candidate e dei loro candidati, non avranno il nostro voto. 
Se queste due richieste saranno disattese, non vi voteremo; lo faremo privatamente, a partire da noi stesse, dalla rete delle nostre relazioni familiari, amicali, professionali, e lo faremo pubblicamente, in modo più organizzato, utilizzando tutti i canali possibili delle donne e della comunicazione politica, sociale, culturale.
Poiché crediamo nell’urgenza di questa battaglia di democrazia e di civiltà, invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini che ne condividono lo spirito a firmarla e a diffonderla.
Alle donne dei partiti che condividono le nostre richieste chiediamo di farsene interpreti presso le loro segreterie e di rendersi disponibili per un incontro/confronto che contiamo di organizzare al più presto.  
Lidia Castellani; Coordinatrice del gruppo fb “Lettera ai partiti: il voto delle donne”

7 commenti:

  1. annamaria De Crescenzo2 marzo 2012 08:51

    bellissima presentazione, bellissima la foto scelta come simbolo/immagine del testo , molto vera la lettera stessa ! sono fiera di poterci lavorare e di poterla presentare a chi vorra' ascoltarmi e seguirmi in questo progetto ! brave TUTTE !!

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  2. Restituire dignità e significato all'elettorato attivo è il nostro obiettivo. Non si puo' solo denunciare ciò che non ci piace senza interrogarci sui compartamenti di ciscuno-ciascuna di noi. E questa lettera va nella giusta direzione

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  3. lidia castellani2 marzo 2012 11:11

    Questa lettera è un appello alla cittadinanza attiva, un invito a non assistere inerti allo svuotamento della nostra democrazia da parte di chi non sa più rappresentarla!
    Lasciate il vostro nome, cognome, professione, indirizzo!
    Siamo già numerosi, non abbiamo l'appoggio di nessuno ma sappiamo camminare con le gambe di tutti!

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  4. BRAVISSIMISSIMISSIMISSIME...... E ANCHE DI PIU'! FORZA RAGAZZE! :)

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    1. P.S.:....su invito di Lidia, ho inserito la LETTERA nel mio blog www.paroladistrega.wordpress.com

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  5. eh già le famose "azioni positive",le discriminazioni per cercare di tamponare le discriminazioni dei tempi che furono.
    certe perle di saggezza allo stato puro...
    scusate ma se gli uomini sono molti di più ad interessarsi attivamente in politica come si può chiedere di limitarli allo stesso numero delle donne?
    è un'assurdità ed infatti non accade nelle potenze mondiali,solo nei paeselli del nord-europa.
    è come se nei campi in cui le donne sono di più si andasse a dire "bene,da oggi dovranno aumentare gli uomini".
    e di grazia da dove vien fuori questa presa di posizione?
    dagli anni di andreotti ad oggi le donne sono aumentate in parlamento,non mi pare sia migliorata la politica anzi è sotto gli occhi tutti il fallimento con decine di donne prese con le mani in pasta da nord a sud dalla politica locale a quella nazionale.
    ragionare con voi è impossibile,perchè se poi non dovessero essere elette neanche così già so che sareste capaci di dire "allora mettiamo un numero minimo di donne con le quote rosa tra quelle da eleggere" e questa sarebbe la fine della democrazia perchè si influenza il voto dei cittadini.
    non c'è alcun bene comune nel vostro appello,non a caso decine di milioni di persone non vi ascoltano proprio e dovete ricorrere ad elemosinare attenzione mediatica e contattare certi simpatizzanti per diffondere queste porcate.

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  6. Purtroppo il 50 per cento di candidate nelle liste dove si vota con una sola preferenza (la legge attuale per l'elezione dei consigli comunali)paradossalmente può ridurre il numero delle elette, dobbiamo fare pressione per la doppia prefernza già approvata ala Camera.
    Rosanna Oliva

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