giovedì 30 agosto 2012

Le Pussy Riot protestano contro gli abbattimenti delle croci in Russia

In occasione del processo alle Pussy Riot, per dichiarare la loro solidarietà il gruppo femminista ucraino delle Femen ha organizzato a Kiev una clamorosa azione di abbattimento di un'alta croce ortodossa, in segno di opposizione al Patriarcato ortodosso. Come abbiamo avuto modo di dire già in diverse discussioni, a nostro avviso è stata un'azione precipitosa e sbagliata. In effetti il solo risultato che possono avere azioni così è alienare alle ragazze il sostegno popolare. Sostegno che invece hanno avuto, fin qui, anche da parti importanti dell'opinione cristiana, che hanno mostrato di comprendere l'essenza di quella che dopotutto resta una preghiera (come le Pussy Riot hanno ben spiegato, vedi intervista nel video postato sotto), anche se non convenzionale e scioccante. In ogni caso quella delle Femen è stata una scelta precipitosa perché per sostenere qualcuno bisogna essere certi di scegliere una modalità che non faccia a pugni con i suoi desideri e intenzioni. E doppiamente sbagliata: non solo perché va direttamente contro la strategia delle Pussy Riot, ma perché prende a bersaglio non un simbolo del potere nella Chiesa, ma il suo esatto contrario; e cioè il Cristo stesso: colui che è stato crocifisso, non quelli che crocifiggono. Come loro stesse hanno spiegato, il bersaglio delle Pussy Riot non era affatto la "religione", e tantomeno il Cristianesimo, ma la trasformazione dell'istituzione Chiesa in una spalla propagandistica del potere, attraverso l'elezione a Patriarca di un ex elemento del KGB, una pedina di Putin. Ed ecco che ora le ragazze condannate prendono ufficialmente posizione critica nei confronti delle distruzioni di croci causate anche da gesti emulativi messi in atto da un gruppo che ha abbattuto diverse altre croci nel paese. E la loro protesta è tanto contrariata e decisa, che uno dei loro avvocati ha addirittura paragonato gli abbattimenti delle croci all'incendio del Reichstag del 1933, che si suppone organizzato dai nazisti stessi per screditare l'opposizione comunista. Alludendo al fatto che solo il regime stesso ha interesse a prendere ispirazione dall'azione delle Femen per altri atti vandalici, al fine di creare ad arte ostilità nella popolazione russa, in cui il sentimento religioso è molto forte, contro il movimento delle Pussy Riot.
Ora il gruppo autore dei vandalismi ha dichiarato che "non voleva colpire l'ortodossia come religione, ma esclusivamente la Chiesa russa ortodossa, come rappresentante dell'ufficio di propaganda del partito di governo russo", e addirittura propone di fondare "una nuova Chiesa ortodossa, indipendente dal Patriarcato di Mosca". Ma come fidarsi della loro buona fede? E comunque  ormai la frittata è fatta, e tutto questo per ora giova solo a Putin.


1 commento:

  1. nb • ai commenti a questo post, che riporta le dichiarazioni di Maria al processo: http://laretedellereti.blogspot.it/2012/08/pussy-contro-putin-parla-maria.html
    trovate una discussione sulle posizioni delle Pussy Riot e sul loro ruolo politico

    RispondiElimina